sabato 7 novembre 2009

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MADE ME SMILE | Bread Shoes by Praspaliauskas

Carta d'identità
Nome e cognome: R&E Praspaliauskas
Anno di produzione: 2009
Professione: Designer
Titolo: Bread Shoe
Link: Deezen

I fratelli gemelli e designer R&E Praspaliauskas hanno realizzato questa buffa collezione di scarpe fatte di pane. I modelli sono stato prodotti a partire da una grande varietà di impasti differenti. Come dicono gli ideatori: Put some romance in your "loaf" life!


Ma voi le mangereste?

venerdì 6 novembre 2009

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FASHION | Dalaleo, la materia che rivive

Carta d'identità
Brand: Dalaleo
Cosa: accessori in materiale riciclato
Provenienza: Brasile
Link: Dalaleo


La storia di Dalaleo è quella di un incontro: quello tra un'avventurosa, intraprendente ragazza italiana e la realtà brasiliana, quella dura, quella della povertà profonda, che però sfida se stessa e si reinventa in maniera creativa. E' il 2005: Luisa Leonardi Scomazzoni è in viaggio nel paese del samba e delle spiagge assolate e nota degli uomini con grossi sacchi che raccolgono le lattine delle bevande. Incuriosita, scopre che la vendita dell'alluminio alle industrie del riciclo è la principale forma di sostentamento per molte famiglie povere: successivamente, infatti, quelle stesse linguette, per noi inutilizzabili e potenzialmente inquinanti, vengono sottoposte ad un minuzioso processo di selezione, battitura, lavaggio, lucidatura e asciugatura e poi cucite all'uncinetto dalle abili mani di artigiane brasiliane. Tornata in Italia, Luisa decide di creare il marchio Dalaleo, anche grazie al prezioso supporto di quaranta ragazze brasiliane: assemblando le linguette su modelli disegnati dalla stessa Luisa, anche con materiali preziosi come gli swarowski, nascono le splendide borse che vedete nelle immagini e altri numerosi accessori, cui di recente si sono aggiunti anche elementi decorativi per la casa.


"Il mio sogno è quello che sto vivendo - racconta Luisa - Svolgo un lavoro che mi fa sentire orgogliosa di quello che faccio". Una vera e propria favola che racconta di una produzione seriale di qualità, nell'innovativo filone dell'eco-design, con una particolare attenzione alla solidarietà e all'ambiente.

giovedì 5 novembre 2009

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FASHION MYTHS | Vionnet, la prima signora della moda

Carta d'identità
Titolo: Madeleine Vionnet
Autore: Pamela Golbin
Editore: Rizzoli
Pubblicazione: Settembre 2009

Foto da Style.com

E' uscito di recente per l'editore Rizzoli un libro di Pamela Golbin su una figura che ha in sè i tratti del mito, Madeleine Vionnet, la prima vera Signora della Moda: nata in Francia alla fine del 1800, divenne celebre per aver sublimato il taglio sbieco e aver portato grandi innovazioni nel campo della haute couture a cavallo tra le due guerre. Dopo le esperienze da alcuni couturier francesi, nel 1912 apre la sua maison: i suoi meravigliosi abiti finemente drappeggiati evocano la bellezza di mise provenienti dal mondo classico, e sembrano conferire alle donne dell'epoca un allure da vestale greca. I tessuti tra le mani di Madeleine diventano materia palstica da plasmare armonicamente, mentre il corpo viene liberato dalle costrizioni di busti e corsetti. Indimenticabili i suoi abiti da sera in mussola, velluto o crepe romain.
Il libro della Golbin, con le splendide foto di Patrick Gries, restituisce questo memorabile patrimonio: contiene, infatti, immagini d'archivio inedite, un testo introduttivo della stessa Vionnet, un manoscritto sulla storia della maison mai pubblicato e commissionato dalla stessa designer.


"Esaltare la donna e in ciascuno dei suoi abiti comporre una sorta di poema in sé compiuto". Questo il credo di Madeleine e quello che dovrebbe animare noi tutte.

mercoledì 4 novembre 2009

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ARCHITETTURA DEL GUSTO | Polenta e gorgonzola

Polenta con gorgonzola

A A A Si invitano i siori lettori a lasciare commenti sulle ricette... Grassie in antipo a chi lo farà...

Polenta e gorgonzola
Arieccoci con un altro bel piattino invernale per combattere i mali di stagione e le varie depressioni derivate da queste basse temperature che il nostro bel paese ci sta regalando... Di solito a casa nostra non la mangiamo così la polenta ma per esigenze fotografiche e per un senso di divertimento l'abbiamo impiattata in questa maniera... Oggi non vi lascio la ricetta perchè ci sono solo due ingredienti e la preparazione è semplicissima. Quindi lascio a voi la scelta se fare una polenta vera o una polenta precotta, se usare un gorgonzola da supermercato o un gorgonzola con la G maiuscola. Io questa ricetta la preparo in questa maniera: preparo la polenta e non appena cotta ne verso un mestolo in una tazza da latte (quelle grandi senza manico) bella calda fumante, su di essa appoggio una fetta spessa di gorgonzola precedentemente tagliato e ritagliato e su di esso aggiungo un altro mestolo di polenta bollente.
Aspetto qualche minuto affinchè il gorgonzola si sciolga tra i due strati di polenta e vado di forchetta...
Vino: io con questo piatto nei calici verserei un buon rosso strutturato e invecchiato come il Nebbiolo.

 
 

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ARTE CINEMA | Hallowen - La notte delle streghe


1963.
E' la notte di Halloween nella cittadina di Haddonfield, nell'Illinois.
I bambini si divertono ad andare nelle case mascherati recitando canzoncine terrificanti sulla notte delle streghe e per avere caramelle e dolcetti dicono “dolcetto o scherzetto?”.
Qualcuno sta spiando dalla finestra di casa Myers, vede due ragazzi mentre si baciano e decidono di andare al piano di sopra approfittando dell'assenza dei genitori. In giro ci dovrebbe essere solo il piccolo Michael di 6 anni, quindi non se ne preoccupano.
La stessa persona che prima osservava da fuori la finestra, entra silenziosamente in cucina. Piccole mani afferrano un grande coltello da cucina.
Aspetta che il ragazzo scenda ed esca di casa, e poi sale le scale fino la stanza della ragazza.
Si mette una maschera da pagliaccio e si avvicina alla ragazza che mezza nuda si sta pettinando tranquilla. Il coltello si avvicina e la ragazza fa appena in tempo a pronunciare il nome di Michael che senza pietà il coltello la colpisce. Una, due, tre volte... continua senza pietà.
Come se niente fosse accaduto, scende nuovamente con il coltello ancora stretto in mano, fino ad uscire di casa. Qualcuno lo chiama ma lui non risponde.
Gli sfilano la maschera.
E' solo un bambino di 6 anni, vestito da pagliaccio che ha appena ucciso la sorella.

Ora è il 1978.
Michael Myers è di nuovo a piede libero.
E' di nuovo Halloween.
Una giovane donna Laurie, che fa la baby-sitter nel tempo libero, si reca davanti la vecchia casa dei Myers che ora è stata messa in vendita, ancora girano leggende terribili su quella casa. Ma lei sembra tranquilla, mette le chiavi sotto lo zerbino come aveva indicato suo padre e se ne va.
Non sa che qualcuno la sta osservando.
Da quel momento un'ombra senza volto la perseguiterà, il male è sempre in agguato. Lei lo sente lo intuisce e lo vede in ogni dove, le sue amiche baby-sitter anche loro credono sia solo paranoica.
La notte di Halloween sembra tranquilla, i bambini come tutti gli anni si mascherano e vanno per le case. Nel frattempo Michael Myers già comincia a disseminare vittime nella cittadina.
Riuscirà Laurie a salvarsi dall'ombra della strega?

Recensione:
Halloween” di John Carpenter è stato per moltissimo tempo il film indipendente più redditizio della storia del cinema. E' stato diretto e scritto da Carpenter e Debra Hill che l'ha prodotto. Probabilmente ebbe così tanto successo anche perché era il primo film sulla notte di Halloween, dopo questo ci furono tanti altri film che cercarono di copiare lo stesso stampo, visto il successo. Fu girato in appena 20 giorni a basso budget, ma nonostante la modesta campagna pubblicitaria sbancò i botteghini, e viene ancora oggi considerato il film più importante di Carpenter.

Donald Pleasence interpreta la parte dello psicologo incaricato di curare Michael Myers, ed è il veterano del cast. La protagonista è invece Jamie Lee Curtis al suo primo debutto cinematografico. Michael Myers interpretato da Nick Castle che durante tutte le riprese porta sempre la maschera e hanno usato un ragazzo di nome Tony Moran per il breve segmento in cui Laurie riesce a sfilargli la maschera. Avevano scelto Moran perché aveva un viso piuttosto anonimo, esattamente come la maschera che è come se fosse solo un accenno, ma che terrorizza appunto per questa sua particolare impersonalità.

Inizialmente si pensava di usare la maschera di un pagliaccio, simile a quella usata da Michael da bambino per uccidere la sorella. Ma facendo varie prove, l'effetto dell'ombra della strega era reso meglio dalla faccia bianca senza espressione. Infatti l'assassino non è effettivamente una persona umana, è solo una maschera senza volto, una presenza che può nascondersi dappertutto, ed è per questo che alla fine del film nonostante lo psicologo riesca a sparargli contro e a farlo cadere dalla finestra, quando si riaffaccia un attimo dopo il cadavere non c'è più. Carpenter spiega il perché: “Il male non muore mai. Non si può uccidere.”

Il male nei suoi film è il male assoluto, non esistono sfumature intermedie. In questo caso il male personificato è quindi una specie di forza della natura, soprannaturale.

Particolare attenzione va data alla colonna sonora, composta da Carpenter stesso in soli 3 giorni che accompagna tutto il film e rende salienti le parti di tensione. Non ci sono infatti molte visioni di sangue, eppure riuscì a far saltare e urlare il pubblico in sala grazie alla colonna sonora angosciante, accentuata alla presenza dell'assassino.

Sono usate molto le soggettive (ciò che vede un personaggio della vicenda) in particolare quelle di Myers come ad esempio all'inizio del film quando uccide la sorella maggiore. Viene usata una macchina da presa portatile e leggera, un'innovazione all'epoca. In questo modo noi seguiamo l'assassino per la casa e in un certo senso lo spettatore si identifica con lui, facendo un effetto decisamente diverso a chi guarda.

“Halloween” resta ancora oggi un capolavoro dell'horror, chi ama il genere non può assolutamente perderlo!

martedì 3 novembre 2009

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FASHION | La collezione di Sonia Rykiel per H&M

Carta d'identità
Collezione: Sonia Rykiel per H&M
Dove: 1500 stores worldwide e nei negozi monomarca Sonia Rykiel
Quando: dal 5 dicembre 2009 e dal 20 febbraio 2010
Link: H&M


H&M vanta per l'inverno 2009 e la primavera 2010 una nuova ed importante collaborazione con una grande designer come Sonia Rykiel, e in periodi come questi, con l'inverno appena iniziato e un armadio disperatamente (o almeno all'apparenza) vuoto, non c'è nulla di più bello per le fashioniste che sentire notizie come queste.

Solo di pochi mesi fa la notizia della collaborazione tra la catena svedese, nota per i suoi capi altamente trendy e altrettanto low cost, e la costosissima griffe Jimmy Choo, di cui avevamo parlato qui, e ora l'annuncio della prossima collaborazione con Sonia Rykiel, la “Queen of Knits”.

La collezione di Sonia Rykiel debutterà in 1500 negozi selezionati H&M con due appuntamenti, uno previsto per il 5 dicembre, con il lancio della lingerie caratterizzata da un gusto retrò, molto raffinato e nello stesso tempo incredibilmente sexy: “Un nuovo modo per concepire la lingerie, del tutto inedito e assolutamente moderno” ha commentato Margareta Van Den Bosch, Creative Advisor di H&M.


Foto da The Fashion Rehab


Dal 20 febbraio 2010, invece, seguirà il lancio della collezione di capi in maglia per donna e bambina, e di una edizione limitata di accessori Primavera-Estate 2010.

“È tipico di Sonia Rykiel pensare a tutte le donne perchè la moda è più una questione di sensazioni che di mezzi” ha affermato Nathalie Rykiel, Presidente e Direttrice Artistica di Sonia Rykiel.

lunedì 2 novembre 2009

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STYLE ICON | Emma's Corner

Carta d'identità
Nome: Emma
Segni particolari: Blogger e fashion icon
Link: Emma's Corner


La blogosfera pullula di icone di stile, che esprimono, attraverso la moda, la loro personalità, e sono spesso caratterizzate da una serie di interessanti tratti distintivi e da un'innata dose di creatività.
Una di queste figure, che mi ha da tempo colpito, è Emma, autrice del blog Emma's Corner, un'affascinante ragazza spagnola di 28 anni che vive a Palma di Maiorca. Amante dei capi classici, li arricchisce spesso con tocchi contemporanei, facendo sì che il risultato finale sia sempre un outfit profondamente innovativo: un'originale mix di linee pure e colori neutri, cui si affiancano il tocco rouge e finemente malizioso di un rossetto, o una serie di accessori originali, tra i quali le capienti borse di Mulberry o pezzi sapientemente pescati negli stores Zara ed H&M.

domenica 1 novembre 2009

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MADE ME SMILE | Apple Subway Ad

Subway in Chicago

Metro B in Rome.

Which one is better?

sabato 31 ottobre 2009

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MOSTRA | Disegno e design. Brevetti e creatività italiani

Mostra a cura della Fondazione Valore Italia
04 novembre 2009 – 31 gennaio 2010 | Roma, Museo dell’Ara Pacis


Il Design e il Made in Italy considerati dal punto di vista del progetto: così si potrebbe riassumere il senso di quella che si preannuncia come una delle manifestazioni espositive più interessanti della Capitale per il prossimo autunno-inverno, tutta dedicata alla produzione e alla cultura del design. Dal 4 novembre 2009 al 31 gennaio 2010, a Roma, il Museo dell’Ara Pacis, sempre più eletta sede delle esposizioni dedicate al design, sarà scenario di prestigio della mostra “Disegno e Design - Brevetti e Creatività italiani”.

Organizzata dalla Fondazione Valore Italia - che opera per la valorizzazione del design italiano e la realizzazione dell’Esposizione Permanente del Made in Italy – la mostra “Disegno e Design - Brevetti e Creatività italiani”, curata da Alessandra Maria Sette e realizzata in collaborazione con Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale degli Archivi, Ministero dello Sviluppo Economico – Direzione Generale UIBM, il Comune di Roma - Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, Fondazione ADI – Compasso d’Oro, e con il patrocinio di altre importanti istituzioni ed enti di categoria, si concentra su un aspetto poco noto, eppure fondamentale, della cultura industriale italiana: come nasce un oggetto? E come si evolve il suo progetto? La creatività al servizio della produzione industriale: è questo il punto di partenza della mostra, che intende focalizzare l’attenzione sugli aspetti progettuali che precedono la realizzazione di un oggetto.

Già dalla fine dell’‘800, ma ancor più nel ‘900, con un momento di massima espressione nell’immediato secondo dopoguerra, l’inventiva tipicamente italiana si coniuga, da una parte, con la necessità di colmare il ritardo accumulato nei confronti degli altri Stati europei sul piano dello sviluppo, dall’altra con i problemi strutturali del nostro Paese, come la mancanza di materie prime, una cultura rurale ancora molto diffusa, l’assenza di grandi gruppi industriali, ecc. La mostra intende mettere in evidenza, attraverso documenti affascinanti e davvero sorprendenti, in gran parte inediti, ovvero i brevetti di modello e di invenzione depositati presso l’Archivio Centrale dello Stato e l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi, un aspetto originale e poco conosciuto della storia dell’industria italiana.

Il percorso espositivo, che ripercorre un secolo di innovazione e di design italiano, con incursioni nelle ricerche più attuali, suddiviso per settori merceologici (arredamento, moda, agroalimentare, trasporti), è scandito dai preziosi certificati originali dei brevetti di molti prodotti, alcuni diventati delle vere icone del design e della produzione italiana, altri novità assolute. A rendere questo viaggio ancora più affascinante e ricco sarà la presenza di molti di questi oggetti brevettati e di tutti quei materiali documentari – disegni, progetti, bozzetti, filmati, pubblicità, contributi audio – relativi alle invenzioni, alle aziende, alla loro storia e ai loro protagonisti, provenienti da archivi storici e musei d’impresa, da Rai Educational, da Radio 24, e da altri archivi privati, che aiuteranno meglio a raccontare le idee e la loro realizzazione. Sarà così possibile imbattersi con meraviglia, per citarne solo alcuni, nella Vespa o in una Moka Bialetti, nella bottiglietta del Campari Soda o nella poltrona Vanity Fair, nella macchina da cucire Mirella o in una scarpa di Ferragamo, ma anche nel nuovissimo lampadario Hope e nell’originale sgabello Forchets…e scoprire nei loro brevetti le linee di un disegno e di una tecnologia capaci di resistere nel tempo e continuare ad ispirare nuova creatività. Un viaggio reso possibile dalla partecipazione attenta di grandi aziende italiane che hanno fatto la storia del design e che ancora oggi rappresentano il meglio del nostro Paese.

La mostra è arricchita da ulteriori importanti eventi ed iniziative: saranno organizzati incontri e workshop con singoli architetti e designer di fama mondiale e con affermati imprenditori italiani. Lo scopo di questi appuntamenti è quello di illustrare al pubblico la sinergia tra creatività, anche internazionale, e le aziende italiane. Ad accompagnare l’esposizione, un catalogo a colori, in italiano e in inglese, che raccoglie tutto il materiale in mostra, includendo inoltre una autorevole rassegna di saggi critici scritti da professionisti, docenti universitari, esperti del settore. Il volume intende così fare anche il punto su alcune delle principali questioni oggi al centro del dibattito sul design. In particolare ha l’obiettivo di ridefinire la stessa nozione di design, riportando la disciplina alle sue originarie connotazioni più propriamente inventive, circoscrivendone quindi i contenuti alla produzione italiana brevettata, cioè a quella che, per i suoi riconosciuti contenuti innovativi, sul piano tecnico, funzionale, materico, tipologico, morfologico, costruttivo ma anche puramente comunicativo ed estetico, si pone come vera e propria invenzione. Un appuntamento da non perdere che ha il privilegio di mostrare al grande pubblico un saper immaginare unico, che ha poi la sua massima espressione in un saper fare altrettanto inconfondibile, elementi fondanti di un patrimonio di valori che ha percorso e che continua a percorrere tutta la progettazione e la produzione italiana. Il risultato è quella immagine di bello e ben fatto del Made in Italy in grado di farsi riconoscere in ogni angolo del mondo.

venerdì 30 ottobre 2009

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DESIGN | Daytimer Watch di Will Alsop con Federico Grazzini per Alessi

Carta d'identità
Nome: Daytimer watch
Designer: Will Alsop, Federico Grazzini
Anno di produzione: 2009
Produzione: Alessi
Alessi continua le sue fruttuose collaborazioni per la realizzazione degli orologi da polso prodotti in partnership con la giapponese Seiko: dopo grandi nomi come Karim Rashid, Patricia Urquiola, Alessandro Mendini, tra gli altri, questa è la volta dell' inglese Will Alsop, il quale aveva già progettato per Alessi le "Tea and Coffee Towers" nel 2003. Questa volta l'eccentrico architetto, recentemente votatosi alla pittura, ha ideato con Federico Grazzini un orologio da polso, il "Daytimer", caratterizzato da un design estremamente futuristico e accattivante, grazie al quale sembra voler avvolgere il polso di chi lo indossa e attrarre inevitabilmente, nello stesso tempo, lo sguardo degli altri.

L'orologio sarà disponibile da novembre nei colori nero, viola, rosso, verde e bianco. Non ci resta che sceglierne uno. O forse anche più d'uno.